Disabili & disabilità
Su suggerimento di un amico ho rielaborato la definizione di "disabilità". La conclusione è che tale termine, e di conseguenza l'aggettivo "disabile", ha un'interpretazione assai più allargata di quella che gli viene data. E' ovviamente indiscutibile che a esser classificato così sarà chi, come me, è affetto da disfunzioni biologiche che lo costringono in carrozzina ma, pur trattandosi nella maggior parte di casi di situazioni temporanee, rientreranno nella "classificazione" pure (ad esempio) i casi di anzianità estrema, i casi di disabilità temporanea (es. la frattura di un arto) o una madre con un bimbo non ancora in grado di camminare. In un "piccolo" comune, come il nostro, dove gli spostamenti verso le città esterne non sono molto efficienti la pesantezza di queste situazioni sarà ancora più accentuata. Si pensi alle difficoltà che incontrerebbe una madre sola con un bimbo piccolo ed un bagaglio pesante a raggiungere il binario due della stazione. In quest'ottica, dunque, l'applicazione del termine e dell'aggettivo trovano una collocabilità assai ben più ampia.
Prego registrarsi o autenticarsi per aggiungere un commento a questo articolo.
